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lunapiena

É LUNAPIENA

E’ lunapiena è un progetto, nuovo, nato poco più di un’anno fa che coniuga l’artigianato e l’innovazione per portare il vecchio e il nuovo a dialogare costantemente e a dare vita a qualità e design di altissimo livello:

Antonio ci racconta come è cresciuta l’idea di questo progetto e gli obiettivi da raggiungere.

“La provincia di Monza Brianza è un territorio in cui l’artigianato ha da sempre fatto la forza, è stato il motore di molte realtà su cui è ancora importante puntare e investire. Siamo tre giovani designer che hanno deciso di mettersi in gioco proprio in quest’ambito diventando imprenditori ed abbiamo dato vita ad una startup in cui convogliamo le nostre capacità e conoscenze unendo talenti ed esperienze.

Per iniziare l’unica possibilità che avevamo era quella di investire di tasca nostra, per cui ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo proceduto reinvestendo i primi utili in modo da dare carburante al nostro progetto. La pubblica amministrazione, sia a livello locale che provinciale, ci ha da subito sostenuto dal punto di vista della visibilità patrocinando e credendo nel nostro progetto, vedendo in esso un modo innovativo di rilanciare la realtà del territorio e le capacità e le caratteristiche di chi lo abita e ci lavora.

Un altro canale di contatti e connessioni è stato quello della Camera di Commercio e di Confartigianato: non è usuale vedere dei giovani che vogliono impegnarsi per promuovere l’artigianato che viene spesso etichettato come un tipo di lavoro di epoche antiche, svolto da anziani lontani dalla tecnologia, lontani dalla frenesia dei giorni nostri; ma si è saputo guardare oltre capendo che artigianalità e tecnologia si possono coniugare produttivamente dando vita a qualcosa di unico e con un valore molto superiore alla produzione asettica e impersonale tipica della società di massa”

L’esperienza è partita e da subito si è messa in luce tra i competitors, grazie ad un’opportunità che è provvidenzialmente caduta dal cielo e che i tre amici non si sono lasciati scappare..

“La prima opportunità che abbiamo avuto è stata davvero un colpo di fortuna che abbiamo saputo sfruttare al massimo impegnandoci e facendo molti sacrifici, ma ne è decisamente valsa la pena.
Si è trattato di una donazione di alcune grandi botti di rovere, un materiale interessante, versatile, che lasciava grandi possibilità creative imponendo però paletti e specificità per la produzione.

Abbiamo lanciato così una sfida a vari giovani designer, anche alle prime esperienze, che conoscevamo già grazie ai nostri contatti con il Politecnico di Milano e la Camera di Commercio: ideare qualcosa di bello, innovativo, creativo, utile, interessante e accattivante, partendo da questo materiale di riciclo tenendo a mente tutte le possibilità che questo offriva ma anche rimanendo negli standard di concreta possibilità di produzione.

La sfida è stata accettata con entusiasmo, i progetti presentati sono stati tanti, anche se il tempo a disposizione non era molto: è stato davvero difficile scegliere quali far produrre dagli artigiani del territorio.

I tempi stretti sono stati per tutto il tempo del progetto una variabile minacciosa, una spada di Damocle da tener sempre a mente. Mentre abbiamo lanciato la sfida, infatti, abbiamo contemporaneamente deciso di prendere parte al Milano Fuori Salone, la parte Off del Salone del Mobile, una vetrina imprescindibile per farsi conoscere, trovare contatti, dare visibilità al progetto e a chi ci stava lavorando. Una corsa contro il tempo, dunque, che ci ha però ripagato di ogni secondo vissuto sotto pressione speso a creare, progettare, dare vita a tutti i materiali, le brochure e la scenografia per il nostro stand. Infatti è stato un vero e proprio successo e la realtà di quei giorni ha superato ogni nostra più rosea aspettativa.
La nostra carta vincente è stata essere naturali e autentici: eco-sostenibilità, design e valorizzazione del territorio questa è la nostra ricetta!”

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